24/02/2004, ore 23:32

Addio, addio caro Ingegner L. Adesso sì che potrai pensare liberamente che sono una ciofeca di interprete. Spero che tutto ti vada per il meglio, perché so che te lo meriti.
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24/02/2004, ore 23:09

Un bello scherzo di Carnevale...

Il Presidente mi ha silurata d'amblé, sostituendomi con una tedesca che lavora per l'azienda e che non è né interprete né traduttrice. Per abbattere i costi, a quanto sembra. Io ce l'ho messa tutta, ma non è andata. La cosa che mi secca di più è che l'Ingegner L., adesso, penserà che le abbreviazioni davvero non le sapevo. Sono sputtanata.

Dire che sono annichilita è poco: prima mi muore Luna, poi anche questa... Per me è davvero troppo da sopportare. Cari amici che mi avete seguita, il mio blog si chiude qui. Adesso devo pensare a cosa fare della mia vita, anche se sarà difficile perché nulla mi piace di più che fare il mio lavoro.

AQUALUNG

Sitting on a park bench --
Eyeing ittle girls with bad intent.
Snot running down his nose --
Greasy fingers smearing shabby clothes.
Drying in the cold sun --
Watching as the frilly panties run.
Feeling like a dead duck --
Spitting out pieces of his broken luck.
Sun streaking cold --
An old man wandering lonely.
Taking time
The only way he knows.
Leg hurting bad,
As he bends to pick a dog-end --
He goes down to the bog
And warms his feet.

Feeling alone --
The army’s up the rode
Salvation à la mode and
A cup of tea.
Aqualung my friend --
Don’t start away uneasy
You poor old sod, you see, it’s only me.
Do you still remember
December’s foggy freeze --
When the ice that
Clings on to your beard is
Screaming agony.
And you snatch your rattling last breaths
With deep-sea-diver sounds,
And the flowers bloom like
Madness in the spring.

































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24/02/2004, ore 14:48

Foto dal viaggio di nozze a Tahiti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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24/02/2004, ore 00:24

Ma che cacchio, il Presidente non va su... Grrr!!!  Non ne posso più!
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24/02/2004, ore 00:21

Ecco guardatu e io... Abbiamo suggellato il nostro amore con un'intima cerimonia a Las Vegas. Ik hou van jou, M.!

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19/02/2004, ore 21:57

Ah, ho messo su un CD masterizzato da me e indovinate cosa sto ascoltando adesso? Naturalmente "The Age Of Aquarius".
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19/02/2004, ore 21:53

Il Dott. T.

Dato che stasera sono di umore pessimo, e devo pur prendermela con qualcuno, vi racconterò la storia del Dott. T. (oggi, se non ricordo male, compie 39 anni - tantissimi auguri di uno schifoso compleanno del menga, perché io sono una SIGNORA).

Nel 1993, quando fui operata in un ospedale della ridente provincia veneta (il motivo non è assolutamente rilevante), conobbi un grazioso e simpatico dottorino che trovai - con mio gran sollazzo - anche in sala operatoria. Al mio risveglio, però di lui non c'era più traccia. Mi rimase solo una cartella clinica: almeno sapevo qual era il suo cognome. Ogni tanto ci pensavo con un sorriso, ma all'epoca il centro dei miei pensieri era uno studente di filosofia all'Uni di Vienna (oh, guardate che adesso è un intellettuale famoso - ma questa è un'altra storia e il suo nome non lo rivelerò neppure sotto tortura). Durante una visita di controllo qualche mese dopo, mi ritrovai uno dei medici della sua équipe (che curiosamente, ora che ci penso, somiglia tantissimo a tatostefano e di cognome fa proprio come il veterinario di Luna - ma guarda tu che coincidenze). Allora, con la spavalderia dei miei 18 anni appena compiuti, gli chiesi il nome del suo collega. Lui mi rispose con un mefistofelico e compiaciuto lampo nel suo sguardo (già sibillino di suo).

Qualche giorno dopo, a casa mia il telefono squillò: io ero in camera ad ascoltare musica a palla come al solito, mentre mia madre urlacchiava annunciando che al telefono c'era il Dottor T. Non mi ricordo bene che diavolo volesse di preciso, forse una cartella clinica o qualche altra scartoffia. Comunque, approfittai della situazione creatasi e intrattenni una mini-corrispondenza con lui per qualche tempo. Siccome sono una stronza e bastarda dentro, sono andata a cercarmi una delle sue lettere e ne riporto qualche stralcio con maligna soddisfazione:

"[...] i motivi di certe mie fregature sono spesso legate ad iper-sensibilità caratteriale che mi ruba molto in serenità personale ma che mi arricchisce molto nell'incontro con gli altri [...] Forse è difficile da capire, ma dentro di me c'è un pezzo di ogni mio amico passato e presente, e quindi anche di quella fanciulla che sei tu, alla quale io devo "qualcosa" di importante."

Un bel giorno, io studentessa, il Dottor T. arrivò a specializzarsi proprio a Trieste. Io ero contentona, in fondo non era niente male e poi era anche simpatico...Ogni tanto capitava di uscire, peccato fossi insieme a quel disgraziato del vigile urbano triesticolo e quindi il Dottor T. non ci provava mai. Solo una sera aveva indugiato ad accarezzarmi la schiena (io ero completamente sbarellata per via di un'intera moka di caffè che mi ero bevuta - il giorno dopo avevo un esame di tedesco e volevo fare lo "studione", perché non sapevo una cippa. Tanto poi ho preso 27), ma neppure una slinguatina, niente di niente! Poi ha cominciato a fare il sostenuto, probabilmente perché credeva che io avessi dato il suo numero alla mia orrenda coinquilina maniaca sessuale che lo aveva chiamato - sua sponte - per uscire quando ero a Novara per il weekend. Io però non ne sapevo assolutamente nulla. Avevo solo commesso l'imprudenza di lasciare il suo numero vicino al telefono. Da allora, era l'estate del 1996, non si è fatto più sentire. La mitica Giulia (http://saitenereunsegreto.splinder.it) all'epoca mi disse: "Sai com'è, è uno di quelli che vuol farsi corteggiare...". Beh, si dà il caso che io detesti i tipi così.

A questo punto mi chiedo (e lo chiedo anche a lui, non sia mai passi di qui):

MA SI PUÒ SAPERE, T., CHE CAZZO VOLEVI DALLA MIA VITA?

Forse mio padre aveva ragione quando mi fece questo discorso: "Ma sì, che ti frega, voleva fare una botta e via andare...". Saggio papà, lui sì che sapeva.

Ah, dimenticavo: naturalmente il Dottor T. era Acquario.

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19/02/2004, ore 15:51

C'è quella sciocca della boss dell'agenzia dove sto lavorando che ci tiene troppo a farmi sapere delle sue simultanee e consecutive "challenge"... Se sapesse del Presidente, schiatterebbe! Io intanto me la rido sotto i baffi...
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19/02/2004, ore 15:21

Piccolo spazio pubblicità:

 je ne t'aime plus - newsletter

Riprendono al ritmo forsennato di una Isotta Fraschini* anni '30 lanciata a tutta velocità i concerti degli Je ne t'aime plus.
* l'omonimia con un noto cantante è del tutto casuale


Prossima data:

Sabato 21 febbraio 2004
Villa Serena
Via Della Barca, Bologna


Special guest:
La nuova arrivata nella grande famiglia allargata degli Je ne t'aime plus: benvenuta, piccola Elettra!
















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19/02/2004, ore 12:35

Ho nascosto un po'di link e ne ho aggiunto uno.
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18/02/2004, ore 23:35

Prima su SFinfo, il canale più noioso che esista, stava andando in onda "10 VOR 10" - un programma senza senso (il fatto che non sia in Schwyzerdütsch è già qualcosa) - e stavano trasmettendo un servizio sugli interpreti dell'Unione europea (mi raccomando la grafia corretta è Unione maiuscolo, europea minuscolo - purtroppo della cabina italiana non han fatto vedere nessuno ). Magari anche l'Ingegnerissimo ha visto la trasmissione e mi ha pensata, dicendo tra sé e sé: "Oh, come spero di rivederla presto!". Seee, e poi si è anche alzato ed è andato in bagno a toccarsi... Ma cosa sto dicendo? Ha ragione Omero: sono proprio perversissima. E poi è più probabile che nell'improbabile ipotesi che abbia visto la trasmissione abbia esclamato ad alta voce: "Hohohoho, è lo stesso mestiere di quella cretina che non sa le abbreviazioni. Hohohoho, la vedo che è sempre in difficoltà, perché secondo me quella lì non è mica brava, eh, hohohohoho!!! D'altronde, è proprio un lavoro di merda. Io invece sì che sono ricco, hohohohohohoho". Dopodiché si è alzato dal divano ed è andato in bagno a fare una grande e soddisfacente cagatona serale. Poi è andato a a dormire perché, si sa, gli Ingegnerissimi si stancano tantissimo e questo weekend c'è il party al circolo nautico Canottieri del Ticino.

Vado a dormire, buonanotte.

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18/02/2004, ore 14:27

C'è tatostefano che mi ha detto che la sua nuova fiamma ha conosciuto sua madre, dicendo che però non fa sul serio. Da come la descrive non mi sembra per niente adeguata: ha detto che crede di essere una strafiga, che è nevrotica e che ha un carattere orrendo. Beh, certo che credersi strafiga e non esserlo... È anche una questione di stile. Ma, d'altronde, cosa ci si può aspettare da una docente universitaria di matematica?

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18/02/2004, ore 13:56

C'è il caffè del bar che ci fa servizio a domicilio che fa schifo: ho preso un marocchino che potrebbe chiamarsi "egiziano" perché potrebbe tranquillamente essere fatto con l'acqua del Nilo da quanto è ciofeca. Tanto che il Signor Carlo ha creato un nuovo slogan: "Una sorsata d'Africa". Entrando nel discorso Africa, il Sciur Carlo ha detto che ieri stava vedendo Geo&Geo e che nel Malawi quelli che lavorano nelle piantagioni di tè non vedono un aumento da 30 anni. Possiamo ritenerci fortunati. 
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18/02/2004, ore 10:52

Stanotte ho sognato che rincorrevo Omero sotto i portici di una città inesistente, mentre lui voleva assolutamente prendere un aperitivo. Dò il via libera alle interpretazioni. Anzi, nel caso passasse di qui Raffaele Morelli, è liberissimo di lasciare un suo commento nella tag board (non perché lo stimi particolarmente come professionista, ma solo perché è un gran figottone). È il più bel regalo che mi possa fare...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho inserito questa foto non per fare pubblicità alla videocassetta (che mi pare una cazzata qualunquista per le lettrici di Donna moderna) in questione, ma perché qui il Prof. Morelli ha un'aria da seducente canaglia davvero incantevole...

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17/02/2004, ore 13:55

La vita continua...

Ieri mia madre e io siamo state al canile a consegnare la ricevuta di incenerimento e a portare tappetini, cuscini e coperte di Luna. Sono andata a fare un girettino tra i box (c'erano circa una trentina di cani, ben tenuti anche se un po'malinconici). Ho visto un cagnolino simpaticissimo (di cui mi avevano parlato già il mio ragazzo e mio fratello), ciccioso e pieno di peli di appena un mese e mezzo (lo avevano già prenotato per fortuna - ma chissà che razza di vitello diventerà se è così grosso già adesso!) e poi una dolce femmina di pastore maremmano che somigliava tantissimo a Luna... Sigh! Per fortuna che anche lei ha già trovato una famiglia: quella stronza della padrona precedente non l'ha più voluta tenere dopo 3 anni. Che bastarda!

Comunque, ieri c'era un certo ticinotto che mi ha proposto di diventare la mamma dei suoi figli, con uno sconto del 5% sull'usato (che sarei io)... Mmh, per fortuna che ticinotti seri (+ o -) ne conosco anche io: vedi il mio dolce Dinuccio, sempre tenerissimo, al punto da non sembrare neppure un Acquario.

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16/02/2004, ore 13:57

Sono terribilmente stanca.
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14/02/2004, ore 16:30

Omnes vulnerant, ultima necat.
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14/02/2004, ore 16:10

Oggi abbiamo fatto addormentare Luna. Era l'unica soluzione: spero solo che si sia sentita circondata da affetto e cure fino all'ultimo istante. Mi mancherà tantissimo: volevo trasferirmi con lei in Val Bedretto, così sarebbe stata felice di vivere in grandi spazi.
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13/02/2004, ore 14:58

A special case
Feb 12th 2004
From The Economist print edition
 
Switzerland has always prided itself on its exceptionalism, but there are signs that it is becoming more like other countries. Barbara Beck examines the current state of Swissness

“WE CAN re-grind your skates,” says a sign at a key-cutting stall in the main railway station in Bern, Switzerland's capital. How very Swiss, the visitor thinks. It conjures up visions of traditional winter fun in a pristine white landscape. But it also suggests good sense, a certain frugality and concern for the environment: don't throw out something that is still perfectly serviceable.

“Swissness” covers a range of attributes that Switzerland has been using to good effect to sell itself to other countries—and perhaps even to itself. It stands for democracy, fairness, stability, quality, meticulousness, punctuality, thrift, efficiency, openness and all sorts of other desirable things. For the buyer of a Swiss watch, it means clockwork reliability. The rich man will confidently entrust his money to a Swiss bank. The holidaymaker is sure to have a comfortable night, courtesy of Swiss hotel-school training. And Swiss chocolate will be dependably delicious.

In those and all kinds of other ways, Switzerland is special. It is the oldest democracy in the world, with a political system that many foreigners envy. It remains fiercely independent, having stayed out of two world wars by being deadly serious about its armed neutrality. For much of the 20th century, its people were richer, on average, than those of any other country, and it remains close to the top of the wealth league.

It has four official languages (not to mention English, which is understood by at least half the population) and a kaleidoscope of ethnic and religious groups, which makes outsiders wonder how it managed to stick together for so long. It may be a long way from the sea, but last year (with the help of a few New Zealanders) it even won the America's Cup, an international yacht race usually dominated by rich Americans. For a small, landlocked country of 7m people with a difficult geography and no natural resources to speak of, Switzerland has done remarkably well.

Anni horribiles

However, this survey will argue that the Swiss island of calm is becoming a little more like other countries. In recent years it has found itself battered by a few storms. A fair amount of damage was caused by the revelation that neutral Switzerland had behaved rather less well in the second world war than everybody had wanted to believe. It turned away too many Jewish would-be refugees at its borders; indeed, it has only just got around to pardoning those Swiss citizens who illegally helped Jews to enter the country during the Nazi period. Switzerland also bought great quantities of gold that Nazi Germany had looted from the occupied countries. And, after the war, anxious to preserve its banking secrecy in the face of money-laundering charges, it did not look hard enough for money deposited in Swiss banks by Jews who died during the Holocaust.

In defence of their wartime behaviour the Swiss pointed out, not unreasonably, that if they had antagonised the Nazis too much they might have been invaded too, which would have been worse for everyone. But their squeaky-clean image suffered, particularly in America.

On the business front, too, Switzerland has recently shown itself to be fallible, most spectacularly with the grounding in 2001 of Swissair, the national airline that had been marketing itself as the very essence of Swiss reliability. No sooner had Swissair fallen by the wayside than a new airline, Swiss, was launched to take its place. Outside observers felt that the government, the big banks and other large companies were perhaps a little too ready to help. A few other big Swiss companies also went through a sticky patch, but mostly seem to have recovered now.

What has yet to recover is Swiss economic growth. For a variety of reasons (of which more later), since the early 1990s Switzerland's income per head has been almost static. Many other rich countries have done better in the growth stakes, and several have now overtaken the erstwhile champion. The Swiss economy depends heavily on exports, so it suffered badly when the dotcom bubble burst, stockmarkets collapsed and other economies turned down. And although most Swiss companies that trade internationally are world-class, the domestic sector is much less competitive, and is heavily protected or subsidised.

Switzerland has also faced a huge rise in public expenditure in recent years, much of it because spending on health care and disability pensions has got out of hand. With an ageing population, the next big worry is retirement pensions. The country has always prided itself on small government, but the share of GDP taken up by taxes and deductions is now moving closer to the share elsewhere in Europe, and government borrowing has shot up.

Unemployment is around 4% and shows no sign of coming down. Many other European countries would be delighted with that figure, but by Swiss standards it is worryingly high. People remember that not so long ago Switzerland was importing lots of foreign workers to relieve its labour shortages. A quarter of its labour force are now foreigners, with jobless rates higher than those of the natives.

The Swiss used to be proud of their education system, which appeared to turn out large numbers of skilled and highly employable people. But in 2000 they got a rude shock when an OECD study comparing children's educational attainments in a range of industrial countries revealed that although Swiss kids did well at maths, they were only middling at reading and science. The official explanation was that teaching children several languages from an early age may have caused an overload, but Swiss pride suffered.

Confidence was also dented by a collision in 2001 between two lorries in the St Gotthard tunnel under the Alps that left 11 dead and closed the tunnel for two months, and by a mid-air crash in Swiss-controlled air space in 2002 that killed 71 people. Of course accidents will happen, but the safety-conscious Swiss felt especially troubled.

A paler shade of neutral

However, the news has not been all bad. The end of the cold war made it much less likely that Switzerland will face any external threat, and this has caused the country to re-examine its policy of armed neutrality. It still refuses to join any alliance that will oblige it to take military action in the event of war (which rules out NATO membership), and will still not send soldiers into battle unless the country itself is threatened. But it is now prepared to back UN action against rogue countries. During the war in Bosnia it allowed its airspace to be used to supervise the no-fly zone, and some of its troops even took part in the multinational peacekeeping operation in Kosovo. In a referendum in 2002, after decades of soul-searching, the Swiss people at last agreed to join the UN.

Now that it is surrounded by EU countries on all sides, Switzerland feels less need to be armed to the teeth to repel potential invaders. Since the mid-1990s, it has been reorganising and drastically cutting down the size of its militia army. In future, most men will need to keep their rifles under their beds only up to their late 20s instead of well into middle age.

This will save money and manpower, but in some people's minds it will also make Switzerland a little less special. Traditionally the army was one of the things that helped to define Swiss identity, and enjoyed widespread popular support. It was seen not only as a way of serving the country but also as a social leveller (which it probably wasn't) and a splendid networking opportunity (which it used to be but probably no longer is in the same way).

The relentless spread of the EU all around has not pleased everyone in Switzerland. The country has strong linguistic and cultural ties with the three biggest EU members, Germany, France and Italy, as well as friendly relations with all the other member countries, and most of its foreign trade is done with Europe. But the bigger and more powerful the European club becomes, the more it seems to worry the Swiss. With their decentralised political system and strong direct democracy, they distrust the EU's centralising tendencies, and they dislike the idea of laws made in Brussels rather than in Bern.

In 1992, almost to their own surprise, they narrowly voted against joining the European Economic Area, which was widely seen as a “training camp” for the EU. That may have been because around the same time the federal government of the day, probably unwisely, put in an application to join the EU itself, without much prospect of popular Swiss support. The application has been gathering dust in Brussels ever since. Official government policy still aims for eventual entry, but even enthusiasts acknowledge that this is unlikely to happen for a decade or two. Meanwhile, Switzerland has found a way of living with the EU by negotiating a series of bilateral agreements.

All this helps to explain the large gains made in last October's federal election by the far-right Swiss People's Party (SVP), led by the charismatic Christoph Blocher, who is now minister of justice in the seven-strong Swiss cabinet. The party caused a splash with its rather xenophobic-sounding campaign against illegal asylum-seekers and its attempts to link law-and-order concerns with foreigners. But its biggest attraction to Swiss voters may well have been its policy on the EU, which can be summed up in two words: keep out. At least in that sense, it seems, the Swiss would rather stay special for now.


Chi condivide?





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13/02/2004, ore 13:37

In Via Pergolesi i Carabinieri hanno appena ammanettato un extracomunitario. Tutti quelli degli uffici della via sono alla finestra per cercare di capire cosa stia succedendo nei particolari. In particolar modo uno con una camiciuola color melanzana e la cravatta blu copiativo. Ecco, ora è persino uscito sul balcone, mentre il suo collega pelato segue dalla finestra.
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13/02/2004, ore 11:52

In questi giorni mi sembra che tutte le campane suonino a morto...
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13/02/2004, ore 09:52

Grazie, tatostefano, per essermi sempre vicino.
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11/02/2004, ore 13:45

AIUTA UN LUCA

Incroyable! Luca S. ha aggiornato il suo blogghe. Tiriamolo su, ché mi sembra parecchio fuori forma:

http://bonjourfinesse.splinder.it

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11/02/2004, ore 13:42

Vi confiderò il mio sogno segreto: essere austriaca.

 

 

 

 

 

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11/02/2004, ore 12:15

BUON COMPLEANNO,

CORVO!!!

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10/02/2004, ore 10:16

A VOLTE RITORNANO...

 

 

 

 

 

 

 

 

Essì, quando c'è da farsi fare gli auguri di compleanno, tutti ritornano. Poi spariscono di nuovo nell'etere (o forse lo usano per per farsi un trip psichedelico).

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09/02/2004, ore 21:19

E comunque volevo dire a tutte quelle sciacquette diciottenni che si vedono in giro che è facile fare le strappone in questi ultimi anni, quando lo sdoganamento del jeans scuri, svasati e a vita bassa ha slanciato migliaia di cosciotte fin troppo tornite... Noi, negli anni'90, abbiamo faticato ben più di voi, costrette in Levi's 501 delavé da uomo, a vita alta e gamba diritta, con delle torreggianti frange cotonate e il make up rigorosamente opaco (se non avevi la bocca già carnosa di tuo, con il rosetto opaco sembravi un salvadanaio con tanto di fessura)!!! Meno male che poi c'è stata la rivoluzione del 1993, quando i '70 sono tornati.

Però adesso, mie care strappone da quattro soldi, gli stilisti (che molto spesso vogliono imbruttire le donne per avere meno concorrenza, ah, come li capisco...) hanno decretato il ritorno dei leggings e di altre amenità anni'80. Vedremo cosa saprete fare!

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09/02/2004, ore 14:53

Move On Up by Curtis Mayfield

Hush now child,
and don't you cry
Your folks might understand you
by and by
Move on up
towards your destination
You may find
from time to time
Complications

Bite your lip
and take a trip
Though there may be
wet road ahead
You cannot slip
So move on up
and peace you will find
Into the steeple
of beautiful people
Where there's only one kind

So hush now child
and don't you cry
Your folks might understand you
by and by
Just move on up
and keep on wishing
Remember your dreams
are your only schemes
So keep on pushing
Take nothing less -
not even second best
And do not obey -
you must have your say
You can pass the test

Move on up!































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09/02/2004, ore 12:39

Secondo voi è giusto che mi debbano sempre rinfacciare di essere diversa da mio fratello? Del tipo che lui sì che è simpatico, che sa vivere, che è divertente... Una volta mia madre è arrivata a dirmi: "Ah, certo che quando c'è tuo fratello si sente la differenza! Ed evviva quelli che hanno il carattere come il suo." Grazie. Tanto, anche se parlo, a nessuno importa di quello che dico, e se anche importa a qualcuno, vengo subito interrotta da mio fratello.

Cosa posso farci se sono antipatica?

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08/02/2004, ore 22:54

Ultimo pensiero prima della notte: mi ricordo che una volta tatostefano mi aveva rivelato di conoscere un unico uomo più peloso di lui, Lucio Dalla.

È inutile che lo nasconda: Milano non è la stessa senza tatostefano! E pensare che ieri gli avevo anche inviato un sms dove gli dicevo che ero alla mostra di Frida Kahlo... Speravo di vederlo materializzare tra la folla, mentre diceva: "Passavo di qui...", e invece una cippa. Non mi ha mai voluto bene, gli serviva solo una scimmia ammaestrata che lo compiacesse facendolo sentire una divinità.  Ma adesso basta, non ci sto più a farmi vivisezionare così da un uomo che prova piacere solo nel punzecchiarmi sadicamente. Che soddisfi in altro modo le sue smanie da dominatore perverso e frustrato!

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08/02/2004, ore 22:12

Eccola, Maureen Salaman, la Signora del Vanadio!

 

 

 

 

 

 

 

 

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08/02/2004, ore 22:04

Venerdì pomeriggio niente mostra di Frida Kahlo e cena indiana con Lux: mia madre mi ha chiamato al cellulare mentre ero in Via Turati per dirmi che si era chiusa fuori e che non aveva ancora dato la pappa a Luna. Impietosita (per il cane, mica per mia madre), sono tornata indietro... Siamo poi andate a farci una pizza, completa di birra e zuppa inglese (cafferinho finale di rigore) e abbiamo noleggiato "Sognando Beckham" da Blockbuster. Abbiamo terminato la serata guardando i canali indiani e arabi (su Tele Qatar c'era un beduino che ha cantato per almeno un'ora in un villaggio turistico in stile moresco di fronte a una piscina) e Chuck & Nora su TBNE: micidiale il Benny Hinn Show con una certa Maureen esperta di medicina che affermava che le malattie erano provocate dai demoni e che lei si manteneva in forma perché faceva esercizio fisico appena dopo mangiato sul tappeto rollante (complimenti al traduttore), si mangiava 6 tuorli d'uovo al giorno (ottimo per il colesterolo) e assumeva cromo e vanadio (ma che fa, si ciuccia barre di metallo?)... Alleluja, alleluja!

Sabato siamo riuscite ad andare alla mostra (che non era granché); Lux poi doveva andare a una festa in Brianza e io sono rimasta a Milano in attesa che Mik arrivasse. Ho passato un po'di tempo alla Feltrinelli di Corso Vittorio Emanuele a leggere libri sulla storia di Milano (ho letto tutto il capitolo su Galeazzo Maria Sforza), poi Mik mi ha chiamata per dirmi di andare alla fermata della metro di Crocetta. "Ok", ho detto, "Vengo a piedi". E lui: "Mah, non so se ce la fai. Prendi la metro". Sono arrivata lì in metro e non ho trovato nessuno. Ho richiamato Mik, che mi ha detto che erano ancora in giro in zona a cercar parcheggio. Naturalmente si erano persi. Alla fine dove avevano parcheggiato? Al Verziere, facendomi incazzare come una belva umana, dato che potevo starmene benissimo ancora un po'a leggere a scrocco e fare una passeggiatina rilassante senza immergermi nelle puzze sotterranee della metropolitana. Va beh, dopo siamo andati al Palo Alto e poi al Rolling Stone, dove suonava un amico di Mik. Naturalmente ho come sempre abbracciucchiato Mik, che mi piace particolarmente stropicciare perché è morbidoso.

Oggi a pranzo grande abbuffata e - di conseguenza - il solito fabbro austriaco che mi martella in testa.

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08/02/2004, ore 20:50

Mystic Moments

Gesù ai discepoli: "In verità, in verità vi dico: y=5x2-4x+7".

I discepoli commentano un po' fra di loro, poi Pietro si avvicina mestamente a Gesù, dicendogli: "Rabbi, perdonaci, ma non comprendiamo il tuo insegnamento...". E Gesù, arrabbiato: "Sciocchi, è una parabola!"

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08/02/2004, ore 20:48

Il vero ingegnere

  • Conosce perfettamente il calcolo vettoriale, ma non si ricorda come fare una divisione a mano.
  • Ridacchia ogni volta che sente parlare di forza centrifuga.
  • Conosce ogni singola funzione della propria calcolatrice grafica.
  • Quando si guarda allo specchio, vede un laureato in ingegneria.
  • Se fuori è bello e ci sono 30 gradi, sta in casa a lavorare sul computer.
  • Fischietta di frequente il motivetto di Mac Gyver.
  • Studia per gli esami anche il venerdì sera.
  • Sa derivare il flusso dell'acqua della vasca da bagno e integrare il volume richiesto dagli ingredienti del pollo arrosto.
  • Pensa "matematicamente".
  • Ha calcolato che la Serie A del campionato diverge per A sufficientemente grande.
  • Se può cerca di non fissare troppo gli oggetti, perché teme di interferire con le loro funzioni d'onda.
  • Ha un micio con il nome di uno scienziato.
  • Ride alle barzellette sui matematici.
  • E' ricercato dalla Protezione Animali perché ha tentato l'esperimento di Schroedinger sul proprio gatto.
  • Traduce direttamente l'italiano in formato binario.
  • Non riesce proprio a ricordarsi cosa ci sia dietro la porta del Centro di Calcolo marcata "EXIT".
  • E cocacola-dipendente.
  • Cerca di muoversi il meno possibile per non contribuire alla morte entropica dell'universo.
  • Considera qualsiasi altro corso non scientifico troppo facile.
  • Quando il professore chiede la consegna del progetto, dichiara di essere riuscito a calcolarne il momento vibrazionale in modo cosi esatto, che, secondo il principio di Heisenberg, esso potrebbe trovarsi in qualsiasi punto dell'universo.
  • Assume come ipotesi di lavoro che un "cavallo" possa approssimarsi ad una "sfera" per semplificare i conti.
  • Ride ad almeno cinque punti di questa lista.
  • Fa una stampa di questa pagina, e se la attacca in casa.

L'INGEGNERE NON VIVE, FUNZIONA!

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06/02/2004, ore 16:18

 

 

 

 

 

 

 

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06/02/2004, ore 15:59

Che bella giornata di sole... Stavo giusto pensando a Lady Oscar.
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04/02/2004, ore 22:14

SMENTITA CLAMOROSA:

Il programma che ospitava il Signor Carlo e i Jntplus non era affatto in chiaro. Mi sono lamentata con il diretto interessato via sms e sentite che cosa mi ha risposto (sempre via sms):

"OIBO'... ORMAI SIAMO STAR E NON SI PUO' VEDERCI GRATIS! A DOMANI. CIAO"

Insomma, almeno la newsletter, che dica il giusto!

Cacchio, mi sono appena ricordata che è mercoledì e che in TV c'erano le Iene...

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04/02/2004, ore 21:47

Ieri sono andata in palestra, ma yoga non c'era, perché l'insegnante era malata. Così ho fatto un po'di pesi, ma poi è finita che mi sono messa a chiacchierare con il Mario e il Gianfranco e ho fatto ben poco. A un certo punto ci si avvicina un ragazzo che ha dei problemi sia mentali che fisici e ci ha detto che uno che frequenta la palestra lo chiama "Il maiale imbranato" e lo insulta anche per strada. Ma io mi domando: perché esistono tanti bastardi teste di merda al mondo?
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04/02/2004, ore 14:01

Dimenticavo:

 je ne t'aime plus - newsletter

Novità dell'ultim'ora!

Questa sera a partire dalle ore 20 suoneremo all'interno della trasmissione "Sala Prove" su Rock TV (in chiaro su SKY)!
Se volete passare un brutto quarto d'ora buttate un'occhio al programma... siamo in mezzo ad altri gruppi, ma ci faremo riconoscere!

A partire dalla prossima settimana invece potrete imbattervi nelle singole canzoni, che passeranno a rotazione all'interno del programma...








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04/02/2004, ore 13:52

Uffi, Luna sta male e il veterinario non capisce cosa abbia... Aspettiamo i risultati delle analisi. Ho tanta paura... Ho persino chiamato Stefano, che si è dispiaciuto per Luna ma con me si è rivelato un vero cazzone. Non lo chiamo più: adesso che si è accoppiato deve proprio sbandierarmi come se fosse un trionfo il fatto che scopa tantissimo?
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03/02/2004, ore 18:48

KaRRamba, was für eine Überraschung!

Scusate questa pessima traduzione, ma ho appena ricevuto un'e-mail da un amico tedesco che non sentivo da anni. Partiamo dall'antefatto: prima di Natale ho messo a frutto la mia esperienza pluriennale nel campo delle ricerche su Internet (in parole povere, anni e anni di non farsi i cazzi propri) e ho ricercato lo Jogi [si chiama Jörg, ma essendo svevo, la ö nel suo dialetto non c'è, da qui "Jogi", o - per me - "Jogi-Bär" ("Orso Yoghi")], che adesso vive a Stoccarda (per fortuna mi ricordavo che, pur essendo di Tubinga, i suoi sono originari di lì). Anyway, per Natale gli ho mandato un biglietto di auguri con i miei nuovi recapiti... In tutti questi giorni ho pensato: "Mii, che strunz', almeno poteva mandarmi 3 righe di ringraziamento...!" e poi adesso la mail che mi ha fatto balzare in gola i rapanelli che ho mangiato per calmare la fame (lo so, non è proprio un'immagine bellissima). Caro Jogi... Io ero studentessa Erasmus ad Heidelberg e facevamo insieme una ricerca sull'insegnamento della lingua tedesca in Sudtirolo. Mi ricordo quando mi aveva invitata a casa sua a vedere Nosferatu di Murnau (aveva comprato una bottiglia di Martini bianco perché gli avevo detto che mi piaceva un sacco - poi se l'è bevuta lui da solo quando sono partita), quando mi era venuta voglia di cioccolato (a lui fa schifo) ed era andato a chiedere ad Alex, il suo coinquilino, un barattolo di Nutella (io poi gliela facevo mangiare a forza - perfida!), di quando mia madre per telefono mi aveva detto che per mio padre non c'era più nulla da fare. Stavamo passeggiando lungo il Neckar: c'erano tanti corvi che volavano sopra le nostre teste, io ero rabbiosa, reagivo male ai suoi tentativi di consolarmi, quando mi sono voltata e gli ho chiesto scusa per tutto il male che gli stavo facendo. Lui non ha detto niente e mi ha abbracciata stretta. Aveva capito. 

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03/02/2004, ore 14:56

È stato un periodo di grandi cambiamenti... Beh, grandi: non esageriamo. Intanto non sento più tatostefano e, anche se ci soffro tantissimo, mi fa solo un gran bene (chissà, magari fa bene anche a lui, senz'altro meno rotture) e ho recuperato il mio colore di capelli naturale (adesso sono quasi neri, come sono felice di sembrare un corvo - magari incuto più rispetto)... Essì, però intanto stamattina c'erano due ragazzine sul treno che ripassavano storia (una cosa abominevole: confondevano Carlo V con Carlo VIII, hanno riscritto completamente la pagina relativa alla successione polacca nel XVIII secolo, hanno detto che il marito dell'Imperatrice Maria Teresa si chiamava Stefano Francesco - era Francesco Stefano di Lorena - e che un certo Federico Augusto era il suo amante... Le avrei bocciate a scarpate) e mi era venuta una gran voglia di commentare il fatto con tatostefano via sms. Così, mi sono rassegnata a inviare il messaggio allo Sventurato (a chi altro potevo inviare un sms simile, a Mik?) e mi sono tenuta una sottile malinconia per tutta la mattina.
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03/02/2004, ore 14:44

Sigh, Luca S. si è definitivamente disinteressato di me... Vabbè, da adesso mi disinteresserò anche io di lui: che senso ha continuare a comunicare da sola?
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03/02/2004, ore 14:38

Ho deciso che quando avrò finito "Mûre et Musc":

 

 

 

mi comprerò "Drôle de rose":

 

 

 

 

No, Chanel N°19 non lo compro più, poi mi ricordo dei miei 17 anni e mi rendo terribilmente conto di averne una decina in più...

Ecco, la notizia del cazzo di oggi è stata scritta.

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