Oggi, tanto per farmi del male ricordando cose spiacevoli del passato, mi sono ricordata di quando la prof. di olandese alla SSLMIT di Trieste, al termine di un esame (passato con un voto dignitoso), mi aveva chiesto se intendevo fare l'interprete. Alla mia risposta affermativa, ha esclamato ridendo perfidamente: "Allora ci vediamo tra 20 anni!". Ma la mia non era timidezza: era solo voglia trattenuta di rovesciarle la cattedra addosso e di prenderla ad anfibiate in faccia.
Già, perché secondo lei non ce l'avrei mai fatta. Ogni mia proposta di traduzione non le andava bene, faceva smorfie ogni volta che parlavo... Questo era il suo modo di fare mobbing: si comportava così per far sloggiare le persone che non riteneva all'altezza. Alla fine, del mio anno siamo rimasti in 6.
Durante il secondo anno, stavo male ogni volta che c'era una sua lezione: ero talmente esaurita di nervi che avevo persino pensato di scrivere alla Regina d'Olanda per chiederle se poteva assoldarla, che so, come dama di compagnia (al limite, se proprio non l'avesse più sopportata, avrebbe potuto tranquillamente murarla viva da qualche parte) e, nei momenti di maggior disperazione, sognavo di sposare un principe d'Orange-Nassau per rifarmi di tutti i soprusi subiti.
Alla fine non ho conosciuto nessun principe olandese e alla Regina Beatrice non ho scritto. Ho stretto i denti e ho cercato di finire tutti gli esami: la soddisfazione di vedermi rinunciare non gliel'avrei data neppure da morta.
Ancora adesso però sto male fisicamente quando sento parlare olandese, mi viene da piangere e ho sempre il terrore di non capire qualcosa.
Se potessi tornare indietro, come seconda lingua sceglierei portoghese (non me ne vogliano gli olandesi: loro sono adorabili, solo che avrei voluto vederli nella mia situazione).
Comunque interprete lo sono diventata un po'prima del 2016.
Il culo della discordia
Come reagireste se una persona conosciuta da poco vi inviasse le foto del suo culo (a onor del vero, esteticamente piacevole)?
Eccomi di nuovo nel mondo blogghe. Siamo tornati ieri mattina da Capo Verde: tutto bellissimo e rilassante, a parte un giorno in cui Omé è stato male. Adesso il mio amore è giù in salotto a vedere il Grande Fratello e domani pomeriggio ripartiamo per la Svizzera. Nei prossimi giorni posteremo le foto.
Durante la mia assenza il Tages-Anzeiger ha pubblicato la prima intervista all'Ingegnerissimo, dove si pronuncia in modo estremamente diplomatico a proposito di argomenti scottanti. Meraviglioso, Ingegnere, portiamo alta la bandiera di noi Bilance! Poi ha detto che lì nel posto zucchino dove si trova ora il tempo è grigio e che in Ticino le condizioni atmosferiche sarebbero decisamente migliori. Ah beh, sicuramente sì, ma non nel buco dove lui ha la residenza! Basta chiedere a Bobi (che ci lavora), a Mark (che ci va a fare il militare) e a Omé (che c'è stato diverse volte)... Mah, allora tanto valeva abitare a Corippo, io lo dico sempre che è un bel posto.
Ieri un esimio professore dell'Università di Zurigo si è dichiarato d'accordo con la mia affermazione seguente:
"Alessandro Manzoni era proprio un pessimo scrittore"
Giustizia è fatta.
Vi ricordate quei capelloni degli Europe (che sono tornati con un nuovo album)? Beh, guardate qui il batterista, Ian Haughland:
Acc, devo dire che sta bene anche così! ![]()
REQUIEM FOR A HIT
I beat that bitch with a hit
I beat that bitch with a hit
I beat I beat I beat I beat
I beat that bitch with a hit
What you’re gonna do for me
Compress me or undress me
Equalize me finalize me
Pump me pimp and untie me
Show me oh show me
How you dig that shit
And beat this bitch with a hit
I beat that bitch with a hit...
Mi rimbomba nel cervello...

"Vous êtes la fière impudeur, le sage plaisir, l'insolente liberté…"
Se tutto va bene, la prossima settimana a quest'ora Omé e io saremo qui:

Futuro 2
La classe del 28, è la mia,
è convocata al bar Luna
perché decida sul da farsi.
La rivoluzione è ipotesi
di terzo grado e andare tutti sulla luna
è prematuro, non siamo ancora al turismo
interstellare di massa: sarà per i nipoti.
Proporrò trasferta collettiva a Parigi,
percorrerla in lungo e in largo nel metro
ininterrottamente come facevano in tempo di nazisti
i vecchi parigini, per scaldarsi, proteggersi e
un poco ritrovarsi, riconoscersi, abbracciarsi e,
un poco, prima che scendesse notte,
conversare. O andremo al parco,
ad ascoltare l’ultima barzelletta,
a parlare di cervi, di animali in estinzione,
della foca di Brigitte Bardot.
Andremo a scegliere l’albero cui....
per quando tutti i santi ci avranno abbandonati?
(Giovanni Orelli)
Ai confini della mia infanzia
Paesaggi elettrici?
http://www.enel.it/PaesaggiElettriciHtml/PaesaggiElettricihtml/piemonte/percorso1/ambiente.asp
Che tristezza...
Una perla di finezza
Un ingegnere molto distinto (non l'Ingegnerissimo), manager di una nota azienda italiana, si reca nella sede di un'agenzia di traduzioni di Milano (quella dove lavoro anch'io). Dopo avere chiacchierato un po' con la titolare e la Project Manager, l'Ingegnere afferma di non essere sempre vestito con tale eleganza, ma di essere in partenza per Palermo, dove si sarebbe dovuto recare al matrimonio di un suo caro amico, di famiglia aristocratica e di spiccata sensibilità e coscienza civica, tanto da avere dedicato la tesi di laurea a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L'Ingegnere afferma di essersi sentito molto toccato nel vedere il suo nome nei ringraziamenti, insieme a quello di altri amici, dopo quello del fondatore dell'aziendona per cui lavora e prima della dedica ai due uomini di giustizia. La titolare dell'agenzia, con una boutade di gusto superbo, esclama: "E poi vicino a dei morti, chissà come vi sarete toccati!".