Ops, ho appena imparato che la filastrocca che dovevamo dire ieri durante il riscaldamento era semplicemente la conta da 1 a 8 in giapponese. Beh, meno male che esiste Google.
Adesso vado alla stazione e poi finalmente raggiungo Omé. La Svizzera mi mancava.

It takes me, takes me higher...
Beh, in fondo è solo la quarta lezione. Mica sono Goemon.
Il kata di Goemon! E adesso bon, basta dire cavolate, ché se mi sentono mi costringono a fare harakiri davanti alla macchinetta che cambia le monetine.
Che merda, facendo kendo mi sono di nuovo fatta uno strappo (prima alla spalla, oggi alla coscia). Adesso cammino come se mi fossi dilettata in piaceri poco ortodossi, in più sono anche depressa perché non progredisco. Uff.

Però voglio andare avanti! La via è quella giusta, l'avversario da battere sono io.
Ieri facendo kendo, per caricare l'avversario (si fa per dire, era la prima volta che sferravo attacchi e mi sentivo anche un po'cretina) pensavo di mazzuolare il Presidente. Già, i cinghiali si ammazzano anche con un colpo alla testa.
MEN!
Poi oggi pomeriggio siamo andati a fare un girettino a Giornico, per vedere le simpatiche chiese antiche (che erano chiuse, naturalmente). I vallerani ci guardavano con aria torva, forse perché non eravamo facce conosciute. Per fortuna dopo siamo andati a Belli dove c'era un po'più di vita.
Siamo anche passati per il paesotto dove abita l'Ingegnerissimo. Io lo avevo già visto dall'autostrada e, devo dire, dalla cantonale faceva lo stesso effetto (forse ancora peggio). Io mi immaginavo un luogo non dico hollywoodiano, ma, quantomeno, ridente (ameno no, perché "quantomeno ameno" è un po'brutto). E invece è più triste di Viganallo: d'inverno ci saranno due ore di luce al giorno, così stretto tra due file di montagne scure e minacciose come i babau degli incubi infantili e accerchiato da cantieri.
Lancio un appello all'Ingegnerissimo: caro Ingegnere, cambi paese perché quello lì non va bene per la sua nuova posizione. Si trasferisca sul Lago Maggiore, domini dall'alto il Verbano e il Locarnese, fino ad arrivare a Bellinzona e ancora oltre, là dove il suo limpido sguardo spazierà, mentre i ticinesi esclameranno tutti insieme, all'unisono: "L'è 'l Giorg Cluni dal Tesin" (la barba non fatta tanto ce l'ha già).
L'altroieri sono andata da Lugano centro a Pregassona a piedi.
Ora sono a casa di Omé: abbiamo appena finito di fare colazione. Cosa faremo oggi?
Non ne avevo parlato sul mio blog per pudore, perché io in fondo chi sono per parlarne...? Solo una simpatizzante, amica di uno dei chitarristi della band. Ma adesso forse è giusto che lo scriva: Bruno se n'è andato via e, come dice Lara, forse lui era troppo per questo mondo.
Ciao, Bruno.
Un weekend elvetico
Venerdì sera, arrivando a Chiasso, ho notato che sul gabbiotto delle guardie di frontiera nella zona di cortesia era stato appeso un poster con un bell'ometto dallo sguardo sensuale. Sul manifesto stava scritto (ora non lo ricordo con precisione, quindi le parole utilizzate possono essere diverse):
"Le calendrier 2005 est arrivé. Les gardes de frontières romandes se dévoilent."
Avete capito? Le guardie di frontiera della Svizzera romanda si sono spogliate e hanno posato per un calendario!!! E perché i doganieri ticinesi e zucchini no? Sono forse meno belli? Sono meno vanitosi? Mah... Se qualche esponente della categoria vuole rispondere alla mia domanda, si faccia pure sotto nei commenti.
Andando a fare la spesa con Omé ieri verso le 11, abbiamo incontrato la Valeria Pini che si aggirava fra gli scaffali dell'ortofrutta borbottando tra sé e sé (aveva in mano una verza - forse non era convinta della qualità del prodotto). È alta 2 metri.
Gran finale: in TV c'era Telethon presentato dalla Carla Norghauer (che si ostinano a paragonare a Simona Ventura - povera Carlina, non è mica una pescivendola, dai!), la quale ha ballato sulle note di "I Like Chopin" di Gazebo... Il clou lo avrebbe raggiunto se avesse indossato lo stesso abito della trasmissione del 1° agosto (in paillettes rosse a croci bianche).
P.S.: ma la Norghi aspetta un bimbo o era l'abito rosso in stile impero che non le rendeva giustizia?
Acc, man mano che leggo articoli sul kendo, mi rendo conto che sembra interpretariato... Che la SSLMIT di Trieste fosse una congrega di samurai?
"Il kendo si pratica in due. Lo scopo è attaccare il proprio avversario.
Come reazione naturale, egli cercherà di evitare di essere colpito.
L’esecuzione di un attacco richiede 0.4 secondi, la difesa 0.2 secondi.
Quindi la velocità di difesa è maggiore di quella di attacco, richiede la metà del tempo.
Noi dobbiamo cogliere un’opportunità di attacco tenendo presente queste condizioni.
E’ impossibile cogliere quest’opportunità e colpire correttamente l’obiettivo (datotsu-bui) se semplicemente attacchiamo il nostro avversario. Possiamo colpirlo solo se non può evitare il nostro attacco.
Questa condizione è "SUKI" (apertura, essere fuori guardia). Dobbiamo creare l’opportunità, le condizioni per attaccare.
Un metodo è "INAZUMA-KOGEKI".
1) Mi muovo
2) Prevedo la risposta dell’avversario. – Questo è "YOSOKU" (predizione) o "YOMI" (feeling, lettura, comprensione) del
"SUKI" -.
3) Eseguo l’attacco.
La sequenza sopra enunciata indica il "tipo di attacco a saetta". Così detto perché schematicamente simile alla saetta.
Ovviamente metterlo in pratica in "keiko" ed in "shiai" è più complesso.
"YOMI (feeling, lettura, comprensione)" contiene tre punti fondamentali. "QUANDO", "DOVE", "COSA".
"Quando" iniziare a fare un movimento.
"Dove" iniziare ad attaccare.
"Cosa" attaccare.
Sto leggendo contemporaneamente: tempo, distanza ed obiettivo.
[...]
La freccia obliqua della figura sotto è il "SUKI" che si crea a causa della risposta dell’avversario.
(B) (A)
"
Tempo di bilanci
"Anno bisesto, anno funesto", si dice. E il 2004, almeno per me, non ha fatto alcuna eccezione.
La mia Luna andata per sempre, un cliente importante perso, una storia di 7 anni finita.
L'unica nota positiva è data dal fatto che ho conosciuto e mi sono innamorata, ricambiata, di Omé. Per il resto, il niente.
Ah sì, l'Ingegnerissimo è diventato CEO e, benché mi faccia davvero molto piacere per lui, in tasca mia non ci va niente, se non alcune foto con cui fare un album di figurine.
Domani inizio kendo: devo stare attenta a non sembrare troppo Fantozzi al ristorante giapponese. Per fortuna al Palazzetto dello Sport di vasche con le triglie non ce ne sono.
Ecco il mio nome da fata:
Angelina Pussy Willow Silver Bell
È il secondo nome che non mi convince...