28/01/2005, ore 17:11

Il tipo di un'agenzia di traduzioni zucchina che è da un po'che non mi manda più lavoro ha mandato un'e-mail collettiva ad alcuni collaboratori (ho visto che c'era anche una collega per cui lavoravo e che pagava una miseria... Il bello è che era lavoro di quest'agenzia subappaltato a me. Pensa che bello se il tizio lo sapesse!), chiedendoci se potevamo inviargli una foto e la data del nostro compleanno. Che idea carina, mi viene voglia di mandargli la foto di un culo.

Sono un po'acida, lo so.

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26/01/2005, ore 22:12

Il nome dei caratteristi

Sto navigando in rete, persa nei miei pensieri e nei miei ricordi... Stasera, così, senza quasi rendermene conto, sono andata sul sito di Google e ho digitato "volker prechtel". Ho trovato una pagina dove sono riportate le foto dei protagonisti del film "Il nome della rosa". Un film che a 13 anni mi aveva terrorizzato tanto da farmi passare una notte insonne. Volker Prechtel era l'attore che interpretava Fratel Malachia, uno dei personaggi più cattivi e anche meno gradevoli dal punto di vista visivo. Quando ho saputo che questo attore era morto nel 1997, a 56 anni, mi è davvero sembrato di aver perso una persona cara.
E poi, c'era Urs Althaus, Fratel Venanzio (quello che veniva ritrovato a testa in giù nell'orcio del sangue dei maiali scannati). Uomo bellissimo, ex modello (gestisce un'agenzia di modelle a Zurigo), svizzero di origini -credo - brasiliane (considerando la sua invidiabile pelle color cioccolato). Ha partecipato anche a film come "Arrapaho" e "L'allenatore del pallone" (sì, era proprio quello che impersonava Aristoteles). Insomma, un fine caratterista che farebbe la felicità di Daniè.
E poi c'era ancora Helmut "Quasi" Qualtinger, grandissimo attore viennese che impersonava Fratel Remigio, il portinaio libertino che veniva poi bruciato come eretico. Il povero Quasi è morto poco dopo la fine delle riprese, credo di cirrosi alcolica.

Che nostalgia! Se volete rivederli tutti, andate qui!

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19/01/2005, ore 23:36

Il mio primo incontro con la cultura giapponese

Venezia, estate 1977.

Una bella bambina dai capelli biondi e ricciuti raccolti in uno chignon (incredibile a dirsi, io a un anno e mezzo), con un vezzoso vestitino bianco addosso, corre dietro ai piccioni in Piazza San Marco... I turisti giapponesi la filmano e la fotografano estasiati. Lei se ne accorge, si volta verso di loro e, inchinandosi, li saluta con il suo miglior sorriso dicendo loro: "Tonzi" ("Stronzi"). 

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18/01/2005, ore 13:37

Oggi mi sento abba:



Che burlona!

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14/01/2005, ore 00:25

Hehehe, Monsieur Dosto con il suo post sul dramma della disoccupazione ha fatto sganasciare me e pure mia madre... Certo però, che tutti a lui i casi umani capitano!

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12/01/2005, ore 01:37

Hehehe, se quello là sapesse come piego il kendogi (la gonna-pantalone che si usa per fare kendo - vedi Goemon di Lupin), minimo minimo mi fustigherebbe! Poi a casa, la dispiego e per farla sembrare liscia la appendo con gli ometti gommati (quelli per le gonne). Meno male che sono una donna, così non mi vede nello spogliatoio mentre spappo il kendogi sul lettino per i massaggi.

È incredibile: l'Ingegnerissimo ha fatto pubblicare una sua nuova foto sulla sezione Bildarchiv del sito della sua aziendazza... Vabbè, era meglio quella che c'era prima, va'... Però che vanitoso, c'è grossa crisi e lui pensa a mettere una sua foto nuova a ogni trimestre?

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12/01/2005, ore 01:26

Prima un dialer bastardo ha cercato di connettermi a un qualche numero intercontinentale... Ma io prontamente ho staccato il cavo del telefono.
 
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05/01/2005, ore 00:38

Evviva, sono passata di grado: adesso sono V kyu (il gradino più scranscio, vabbè, ma dovrò pur iniziare, no?)!

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03/01/2005, ore 23:33

È inutile: nell'immaginario collettivo di moltissimi italiani del Nordovest, la Svizzera simboleggia la quintessenza della fighezza. SVIZZERA = BANCHE = $$$ = ESCLUSIVITÀ.
Avete mai notato che quando su un parabrezza si vede una collezione di "vignette" (gli adesivi dell'autostrada) dal 1996 in poi, al 99 % si tratta di un'auto italiana? No, non le lasciano lì per pigrizia o perché sia particolarmente difficile toglierle. Le lasciano lì perché tutti siano testimoni del fatto che loro frequentano solo ambienti particolarmente selezionati. Mi viene in mente una mia collega che una volta mi ha detto (non so se scherzasse o meno) che il cliente Tal dei Tali voleva solo testi perfetti, per questo li affidava a lei.

Vabbè, un altro speciale tristezza...






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03/01/2005, ore 16:10

 


 


Prof. Karl Moik

 

 

 


Karl Moik wurde am 19. Juni 1938 in Linz in Oberösterreich geboren und wuchs in bescheidenen Verhältnissen in Hallein bei Salzburg auf. Nach Abschluß seiner Schulausbildung absolvierte Moik eine Lehre als Werkzeugmacher, widmete sich früh der Musik und lernte Klavier und Akkordeon. Schon als Schüler hatte er Spaß daran, andere zu unterhalten. 1970/71 absolvierte er auch eine Sprechausbildung am Salzburger Mozarteum. Karl Moik war zuerst im gelernten Beruf tätig, später verdiente er seinen Lebensunterhalt als Vertreter für Öfen, Kopiergeräte und Fernsehantennen. Daneben demonstrierte er sein Show- und Musiktalent als Mitglied des Jazz-Trios "Jolly Austrians", mit dem er durch ganz Europa tingelte. In dieser Zeit versuchte er sich auch als Interpret volkstümlicher Lieder.

 

1973 machte er erstmals nachhaltig auf sich aufmerksam, als er im ORF-Landesstudio Oberösterreich die Rundfunksendung "Volkstümliche Hitparade" durchsetzte und moderierte. Die Sendung wurde damals zum absoluten Publikumsrenner und machte Moik als Moderator bekannt. Als das österreichische Fernsehen in Co-Produktion mit der ARD das Konzept für eine Fernsehsendung adaptierte und auch gleich den Schöpfer mitengagierte, nahm die Erfolgsstory des "Musikantenstadl" ihren Anfang - die Sendung zählt heute zu den beliebtesten TV-Unterhaltungssendungen im deutschen Sprachraum. Seit 1981 präsentiert Karl Moik seinen "Musikantenstadl". 1983 wurde die Sendung mit großem Erfolg auch vom deutschen Fernsehen übernommen. Über terrestrischen Empfang der drei co-produzierenden TV-Anstalten ORF, ARD und SF DRS sowie über Satellitenempfang erreicht die Sendung viele Millionen Menschen.

 

Neben seiner Arbeit für den "Musikantenstadl" war der beliebte Entertainer alljährlich auch als Co-Moderator des "Grand Prix der Volksmusik" zu sehen. Mit dem Musikantenstadl war Karl Moik auch in Toronto (Canada), Melbourne (Australien) und Kapstadt (Südafrika) zu Gast (dort hatte er eine Audienz mit Präsident Nelson Mandela). Weiters besuchte der Stadl in Orlando (Florida- USA) Micky Mouse und Freunde und im Oktober 1999 die verbotene Stadt in Peking (China). Außerdem war Karl Moik Gastgeber des Sylvesterstadls 1999/2000 in Berlin (Dauer fast fünf Stunden).

 

Karl Moik lebt heute mit seiner Familie in Oberalm. Seine Hobbies sind Funktechnik und Fußball. Außerdem liest er gerne Biographien und Science-fiction-Bücher. Seit 1964 ist er mit der Kärntnerin Edith verheiratet. Die beiden haben zwei Kinder: Wolfgang und Evelyn.

 

Auszeichnungen:

 

2003 wurde Karl Moik mit dem Großen Goldenen Ehrenzeichen für Verdienste um die Kultur von der Stadt Linz geehrt.

 

In Würdigung seiner Verdienste und Leistungen für Österreich hat der "Musikantenstadl"-Moderator im August 2004 den Professorentitel erhalten.

 

 

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