Copio da Omé:
Un gigolo in doppiopetto...
Sunto
“Un gigolo in doppiopetto” è un reportage narrativo che ripercorre la storia vera di un gigolo ticinese. Un giovane ambizioso ingaggiato da un’agenzia di accompagnatori di Lugano per vendere il suo corpo a donne della Milano bene, ma non solo. Una confessione a presa diretta raccontata in prima persona dal protagonista, che si è trovato a vivere due anni di degrado di sé, attraverso un viaggio nel miraggio di valori distorti, della bella vita, dei soldi facili, ma anche di prostituzione e droga.
Commento
La Manu ha scritto un libro all’americana ambientato in Ticino. Mi spiego. I fitti dialoghi e le immagini concrete e forti de “Un gigolo in doppiopetto” sembrano uscire (sempre con le dovute proporzioni) dalla penna di Elmor Leonard o dalla fantasia erotica di Henry Miller. Ma la Manu ci mette anche una vena morale molto forte. Non c’è capitolo senza che il protagonista cerchi di analizzare il suo comportamento e cerchi di capire il perché è finito nel giro della prostituzione. Certo, la noia e la routine quotidiana possono spiegare questa caduta agli inferi, ma forse c’è dell’altro. Forse il libro della Manu può essere inteso come un’allegoria a quella perdita di valori che la società intera sta vivendo. Nulla di nuovo, si potrebbe dire. È vero, ma se accanto alla critica, c’è una presa di coscienza della situazione in cui è finito (e quindi di riflesso dell’intero momento storico in cui viviamo) e c’è soprattutto un forte rigetto della stessa con un appello a riprendersi interamente e con vigore quei valori che sembrano essersi persi, allora la critica cambia e il reportage narrativo si rinvigorisce. Soprattutto in anni in cui relativismo e nichilismo sembrano sotterrare sotto palate d’indifferenza battaglie morali ed etiche.
Come detto è un romanzo all’americana (per lo stile cinematografico, per la concretezza delle scene e come detto anche per il pragmatismo legato alla ripresa di valori morali ora sopiti), ma è pure ambientato in Ticino. Una realtà che troppo spesso, e a torto, è vista come un’oasi felice. Ovviamente non siamo allo Zen di Palermo o a Scampia, ma nel suo piccolo e nell’ombra di decine di feste dedicate alle camelie, in Ticino è ben radicato un giro di prostituzione femminile ma anche maschile non indifferente.
E allora io questo libro lo consiglio a tutti i miei amici e a quelli che passeranno di qui. Si lascia leggere davvero bene. È ritmato quasi come un libro di Leonard ed erotico quasi come un romanzo di Miller. In più c’è quella vena etica e anche po’ rivoluzionaria che se nessuno ci sente potremmo anche accostare (sempre con le dovute proporzioni) al “Che”. Insomma destra e sinistra, per una volta assieme, a promuovere un romanzo di un’amica e di una brava narratrice che tra l’altro ha voluto provare a stamparselo da sola accollandosi tutte le spese. Perciò forza. Tutti in libreria o su internet a comperare “Un gigolo in doppio petto”.
Altre informazioni al sito: www.ungigoloindoppiopetto.splinder.com
Oltretutto, l'editing del libro lo abbiam fatto Omé e io!
| Level | Score |
|---|---|
| Purgatory (Repenting Believers) | Low |
| Level 1 - Limbo (Virtuous Non-Believers) | Very Low |
| Level 2 (Lustful) | Very High |
| Level 3 (Gluttonous) | High |
| Level 4 (Prodigal and Avaricious) | Moderate |
| Level 5 (Wrathful and Gloomy) | Very High |
| Level 6 - The City of Dis (Heretics) | Low |
| Level 7 (Violent) | Moderate |
| Level 8- the Malebolge (Fraudulent, Malicious, Panderers) | High |
| Level 9 - Cocytus (Treacherous) | Low |
Poliglottismo...
Qualche giorno fa ho sentito l'Ingegnerissimo intervistato alla radio romanda mentre parlava piemontese:
"Pur nù la desisiòn dü consei federal..."
Come? Dite che stava parlando francese? Siete in errore, cari miei! Io sono piemontese e di piemontese me ne intendo: questo era dialetto braidese (ovvero, di Bra).