David Lynch e la sindrome di Guidobaldo Maria Riccardelli
Qualche giorno fa Omé e io siamo andati a vedere INLAND EMPIRE di David Lynch.
Il film inizia in maniera abbastanza "tradizionale", e così - più o meno - finisce. Tuttavia, è quello che sta in mezzo che rappresenta la sorpresa (ma mica poi tanta) di questa pellicola.
Si potrebbe parlare di stream of consciousness del regista e dei personaggi, dove i pensieri vengono rappresentati così come si presentano, fondendo le immagini nebulose del low-fi digitale fino a trasformarle in sogni e allucinazioni ancora più confusi, anche se quasi sensoriali. Nessun tentativo di organizzarli, anzi, il regista si sarà divertito parecchio a immaginare come i critici e gli spettatori avrebbero cercato e - in futuro - cercheranno di dare un significato a quanto scorre sullo schermo.
Tuttavia, dopo le prime 2 ore ero un po' (tanto) scocciata, perché capivo che Lynch 1) mi stava prendendo per il culo; 2) questo film lo ha girato principalmente per se stesso.
Ora, capisco che un artista abbia la necessità vitale e ancestrale (questa è come "ostico e anche agnostico" di sacchiana memoria) di esprimersi, ma ha anche un preciso dovere verso il suo pubblico e non può permettersi di scodellargli tutto quello che gli passa per la testa, autocompiacendosi per di più (quando sullo schermo passano le scene dei conigli si raggiunge l'apice del narcisismo). È quanto meno sgradevole.
E poi, secondo me, David Lynch si è anche lasciato prendere dalla sindrome di Guidobaldo Maria Riccardelli, con il suo montaggio analogico e le abat-jour arancioni (disturbanti soprattutto se accostate a un muro color verde spinacio chiaro), la simbologia del ketchup sulle t-shirt bianche e i riferimenti al film nel film.
Potrei ora concludere con una citazione colta, ma siccome tutti se lo aspettano e io in fondo non lo penso, mi limito a dire che la pettinatura di Laura Dern quando offre il caffè all'inquietante vicina di casa è molto bella.

Oggi giornata di test. E ho avuto risultati che non avrei mai pensato... Si vede che sono cambiata.
| Your Inner European is French! |
![]() Smart and sophisticated. |

Like Crown Princess Mathilde, the aristocratic daughter of a count and countess, you are nothing less than poised regardless of the situation. Elegant in both dress and demeanour, you were born to mix in royal circles, where your interests - and aspirations - are a seamless match.