Il Caymano 2
Bischero mi ha rivelato cose interessantissime sul Caymano di cui sotto. Che volgarità!
Meat Loaf e il fighetto della Cayman

Mi è capitato spesso, andando in palestra e percorrendo la stradina che da casa mia va fino al parcheggio del paese, di incontrare un giovanotto alquanto fighetto proprietario di una Porsche Cayman. Naturalmente il mio aspetto in queste occasioni è poco meno che pietoso (capelli raccolti alla Carlo Codega, jeans sformati, scarpacce) e mi immagino come questa persona possa avermi considerata (anche perché avrà sicuramente notato la mia primitiva Punto nera del 1996). Ma vabbè, non me ne potrebbe fregare di meno, anche il postino è molto più bello di lui. Tié.
Qualche giorno fa, tuttavia, ho notato lo stesso giovanotto fighetto salutare con caloroso cameratismo il mio vicino di casa. Quest'ultimo, da me soprannominato «Meat Loaf», è un omone grande e grosso, dalla voce poderosa, con un parco veicoli di tutto rispetto: un furgone, una station wagon e (reggetevi forte) un magnifico spazzaneve. Io lo trovo simpatico (tranne quando si frigge la pancetta alle 11 di sera), perché mi sembra una brava persona, ha dei gusti musicali interessanti (Eagles, Abba, Boney M... che ascolta a tutto volume sul furgone) e ha un cane bellissimo, e sono rimasta davvero sorpresa da questa sua conoscenza con il fighetto caymanato.
Non so se sia diminuita la considerazione che provo per il vicino o se sia aumentata quella per il fighetto. Ci devo pensare.
Bravo, Carla!
Caramelle al gusto caracca

Lo so, il nome non è certo invitante, ma non preoccupatevi: fanno schifo davvero.
Mi sono sempre chiesta, dopo anni di caramelle Baratti (gusti misti - il mio preferito è l'anice), di cosa sapessero queste caramelle e - soprattutto - che cosa diavolo fosse la caracca. «Caracca», stando al dizionario, è il nome di una crema... sì, ma di che cosa è fatta questa misteriosissima «crema caracca»?
Ieri beppeperditempo è andato a Torino da Baratti & Milano, però si è dimenticato il gusto in questione e quindi non ha potuto chiedere lumi, ma per farsi perdonare ha trovato questo link in rete:
http://www.british-history.ac.uk/report.aspx?compid=58717#s1
Definizione di «caracca nut»:
Caracca nut
[caracca nutt]
Probably from the place of that name in South America. It has been noted only once in the inventory of a large London merchant [Inventories (1721)], where it was listed immediately after COFFEE BEANs, suggesting that it may have been a distinctive varity of coffee bean, and preceding FLAT NUTs, which were somewhat less highly valued than caracca nuts.
Not found in the OED
Found in units of C, CASK, QUARTER, LB
Sources: Inventories (late).
From: 'Caracca nut - Carduus water', Dictionary of Traded Goods and Commodities, 1550-1820 (2007). URL: http://www.british-history.ac.uk/report.aspx?compid=58717. Date accessed: 26 March 2008.
Beppe, grazie. Tu sì.
Test olfattivo
Dato che mi hanno rimproverata per la complessità del test precedente, ne posto un altro (della serie: «Massì, dai, facciamoci conoscere un po'»).
1) Quale odore di cucina preferivi quando eri bambina/o?
Quello delle crostate e del ciambellone... Poi rimanevo sempre delusa perché avrei preferito una bella torta iper-lievitata e magari farcita di cremona alla vaniglia (rigorosamente in baccello). Mia madre non me ne ha mai fatta una (forse perché non le gradiva, non ne ho mai capito il motivo), quindi ho imparato a farle io, per la grande gioia di mio padre, che così poteva mangiare crostata e tortazzona.
2) Quali sono gli odori (di cibo) che più stuzzicano il tuo appetito?
Il profumo del pane fresco e della pizza, la carne alla griglia.
3) Quale odore evoca per te
l’estate: i campi di camomilla dopo una lunga giornata di sole
l’autunno: il vin brûlé
l’inverno: le spezie dei dolci natalizi
la primavera: un roseto dopo un acquazzone
4) Qual è la tua spezia preferita?
L'anice.
5) Qual è la tua erba aromatica preferita?
Il basilico.
6) Quale profumo o dopobarba usi?
L'Heure Bleue di Guerlain, Victorian Posy di Penhaligon's, Dune e Dune Sun di Dior.
7) Qual è l’odore della casa dei tuoi sogni?
Un misto di vaniglia e di miele (non troppo pesante, ovviamente: direi tipo tabacco della pipa).
8) Quale essenza legnosa ha per te il profumo migliore?
Pino marittimo e cipresso.
9) Qual è l’odore che più detesti?
Il lisoformio. Mi fa vomitare (sul serio).
10) Qual è l'aroma artificiale che più ti fa schifo?
La vaniglia e il limone.
11) Anticipando i tempi in cui - non avendo più petrolio - viaggeremo ad olio di colza, quale carburante commestibile e odoroso metteresti volentieri nel tuo motore?
Olio essenziale di camomilla.
12) Annusando la blogosfera: a quale aroma (o sapore) abbineresti i tuoi blog preferiti?
- Marchesa de Sade: un profumo caldo e speziato, intenso ma vivace.
- Aubretia: un profumo di fiorellini. Beh, oddio, anche di incenso: ti ricordi quando vi siete fumati un po' del mio, tu ed Eddie McK?
- beppeperditempo: di merda. Volevo scrivere anche di Arneis, ma mi sembrava alquanto lusinghiero.
- Fedigrafo: di tabacco, che altro? No, state tranquilli, non avrei mai scritto «di f**a».
- FrySimpson: sa di torta Margherita, perché in fondo è un uomo rassicurante.
Oddio!
Ma chi ha scritto questa voce di Wikipedia?
http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Gabbana
Porello... 
Che barba, faccio un gioco...
Istruzioni: rispondi a queste semplici domande digitando la risposta su Google, andando su Immagini e prendendo la prima. Mi raccomando, senza barare: deve essere la prima!!!
1) La tua età al prossimo compleanno
2) Un posto che vorresti visitare

3) Il tuo posto preferito

4) Il tuo oggetto preferito

5) Il tuo cibo preferito

6) Il tuo animale preferito

7) Il tuo colore preferito

8) Il posto in cui sei nato

9) Il posto in cui vivi

10) Il nome di un animale domestico che hai avuto?

11) Il nick del tuo blog

12) Il tuo vero nome

13) Il nome della tua nonna materna

14) Il nome della tua nonna paterna

15) Una tua brutta abitudine

16) La tua vacanza preferita

Il ritorno delle giacchette scamosciate...

Come dicevo nel post precedente, è primavera e le sweet suede jackets ritornano prepotentemente sulle strade di tutto l'emisfero boreale.
Sabato scorso, in centro a Lugano, nel giro di un'ora e mezza ne ho contate 19.
Ora, è da un annetto circa che mi chiedo se queste giacche siano caratteristiche di una determinata fascia di età oppure se siano trasversali. Ho quindi fatto un piccolo censimento: ne hanno una mio zio, mio suocero, il papà e il fratello di Lux... anche mio papà ne era fiero possessore.
Quindi, se ne avete una, scrivetemelo nei commenti: ve ne sarò grata!
È primavera...
E oggi ho acceso la stufa.

Interprete
Sulla TSI stanno trasmettendo gli interventi del Consiglio nazionale sulla questione dell'officina FFS... c'è sempre la solita interprete a fare la simultanea dal tedesco: ha la voce di Mara Maionchi e un birignao insopportabile.
Forse non le farebbe male registrarsi e risentirsi, cazzo!
E aggiungo: tra l'altro deve anche avere le cuffie a un volume altissimo, dato che tende a urlare (per sovrastare la voce dell'oratore nelle proprie orecchie)... tsk!
Caschetti gialli
Qualche giorno fa ho visto la foto dell'Ingegnerissimo con un caschetto giallo in testa e una pala in mano. Sembrava proprio l'Ingegner Cane.

Che volgarità.
Beh, adesso vado a correre perché altrimenti il culo come quello di Carla Bruni posso anche scordarmelo.
SSLMIT-Factor

Mi è capitato spesso di dare un'occhiata a questo reality show.
Ogni volta che vedevo i ragazzi affrontare il verdetto della giuria, mi sentivo quasi male per loro. Li capivo benissimo. E questo non perché io abbia mai partecipato a un qualche reality show, ma perché il meccanismo è proprio quello degli esami di interpretazione della SSLMIT di Trieste, vecchissimo ordinamento (persone immatricolate fino all'anno accademico 1994/95).
Quante volte è capitato che le insegnanti ci chiamassero tutti in aula e ci dessero il loro verdetto, spesso smerdando pesantemente chi era stato bocciato? Quante volte abbiamo esultato per un voto miserello («Ho preso 19!» «Graaande!!!»)? Quante volte, su una ventina di candidati, tutti sono stati respinti? Quante volte qualche docente si è permessa di dire a un/a candidato/a: «Grazie, Lei ci ha fatto davvero molto ridere» (non era successo a me. La stessa prof. però mi aveva fatto i complimenti, dopo una consecutiva spettacolosa dal tedesco verso l'italiano).
Durante gli esami poi si rivelava il lato fondamentalmente stronzo e cialtrone di ogni buon/a interprete: tutti amiconi sotto la prova, poi neppure ci si salutava.
Probabilmente, se dovessi scegliere, mi iscriverei di nuovo allo stesso corso di studio, anche se ogni volta che vedevo gli studenti di lingue (a Vercelli, ad esempio) laurearsi in 4 anni scarsi, mi chiedevo chi diavolo me l'avesse fatto fare. Ma alla fine, tra pianti, notti insonni ed esaurimenti, l'ho spuntata. Auf Wiedersehen.
P.S.: non posso esimermi dal mandare un vaffanculo di cuore a tutta la città di Trieste. Ricordo e splendo.
Happy St. Patrick's Day!!!

Like the warmth of the sun
And the light of the day,
May the luck of the Irish
Shine bright on your way.
Mi piacerebbe provare a cambiare mestiere (temporaneamente)...
Mi offro per accompagnare beppeperditempo in Costa Azzurra e reggergli il parasole mentre passeggia.
A scanso di equivoci (mi sono resa conto che la frase sopra potrebbe essere interpretata in modo totalmente arbitrario da menti maliziose), proprio come fa la stangona con il sosia di Picasso in questo vecchio spot della Peugeot 205.
Sono anche disposta a osare un total look bianco.
Principesse si diventa?

Ieri pomeriggio sono andata a farmi un giro in libreria e ne ho approfittato per sfogliare l'ultimo libro di Cinzia Felicetti, Principesse si diventa. Era l'ultima copia rimasta sugli scaffali (a parte quella esposta in vetrina), quindi ne deduco che stia riscuotendo un discreto successo.
A me Cinzia Felicetti è simpatica e ne apprezzo molto la verve e il modo di scrivere. Il fatto che poi scriva libri per chicks... vabbè, io lo trovo lodevole, perché insegna qualcosa di utile a chi non ha maniere.
Però che noia le schede delle moderne principesse: la buona Cinzia ha piazzato tutte le più glamourous (Mathilde del Belgio - che secondo un test attendibilissimo avrebbe la mia stessa personalità - Letizia di Spagna, Mette-Marit di Norvegia, Mary di Danimarca, quella lampadata di Madeleine di Svezia...), dimenticando - temo volutamente - la più principessa di tutte, ovvero Camilla, la Duchessa di Cornovaglia. Sì, perché secondo me Camilla è la più regale di tutte: sa stare zitta e lo è stata per quasi 40 anni. Questo è fondamentale.
Comunque, tornando a me in libreria: ieri ho fatto velocemente il test di regalità e ho ottenuto la tiara in oro e pietre preziose. Per una persona che si ingozza di uova strapazzate e spinaci, mentre guarda in TV i film di Alvaro Vitali con i gomiti sul tavolo, direi che è già un grande risultato.
P.S.: poi ho comprato le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
P.S. 2: sopra ho riportato il link del test per la Marchesa de Sade, perché so che potrebbe divertirsi a farlo. Ma lei parte già avvantaggiata perché è una marchesa.
P.S. 3: magari mi sbaglio e Camilla è stata inclusa nel libro. La prossima settimana, o magari già nel weekend, me ne accerterò.
Happy Birthday, Sparky!
Oggi è il compleanno di Adam Clayton: è sempre uno dei miei uomini ideali.

La racchia
Prendendo spunto da questo post di Aubretia, ho deciso di pubblicare anch'io l'impubblicabile... la foto della racchia, ovvero la mia gatta Pepita. Eccola mentre si dedica alla sua attività preferita, prendere il sole:

Qui era ancora un po' magra: ora è il doppio.
Istinti belluini
Domenica pomeriggio, tornando dalla gita a Basilea, il Trio Lescano (nomignolo quanto mai azzeccato perché guardatu è per metà olandese, nazionalità appunto del Trio Lescano) composto da Omé, guardatu e me si è fermato in un Marché (ho infilato tre rime in una sola frase, che poetessa) nei pressi di Lucerna.
Io sapevo benissimo che vi avrei trovato la mia bibita preferita (la Almdudler, la sublime bevanda nazionale austriaca alle erbe) e quindi ne ho approfittato per acquistarne un'altra bottiglina da centellinare tipo Château Petrus nelle occasioni speciali.
Giunta alla cassa per pagare, la cassiera ha estratto da un pertugio un minaccioso apribottiglie con cui, con gesto rapido e sbrigativo, stava per stappare la preziosa bottiglia. Il mio «Nein!» di monito alla giovane donna è risuonato rimbombando per tutte le sponde del Lago dei Quattro Cantoni. Neppure un alto ufficiale prussiano avrebbe saputo essere più imperioso.
Cosa sarebbe il mondo senza la Almdudler?!

P.S.: naturalmente il titolo di questo post è sempre per trarre in inganno il Fedigrafo.
Miti d'infanzia...
Da bambina sognavo di diventare così, di scandalizzare le segretarie arcigne e i filistei, di avere lunghi capelli biondi, di vestirmi in modo discinto e - possibilmente - di conquistare il manager brillante (che, non so se ci avete fatto caso, sembra Chevy Chase e anche un po' Frank, il mio maestro di yoga californiano).
Sarei davvero una stronza ingrata a negare che la mia vita spesso sia brillante quanto l'atmosfera dello spot (con la differenza che io non servo bevande ai manager - ci mancherebbe solo quello, eccheccà - e che ai tempi pattinavo molto meglio io), però a volte mi sento un po' così, specie il lunedì:
Anzi, direi che il piglio - compreso l'«Ha!» alla fine - è proprio il mio.
Non c'è niente da fare, la amo
È inutile, è sempre lei la mia donna ideale e più passano gli anni più vorrei essere come lei (pietoso e vano desiderio):

(comunque la camicia è spiccicata a quella di Chloé che ho anche io. Che copiona...)
Progetti per il futuro
Poco fa, parlando al telefono con Omé, ho detto: «Essì, anche a me piacerebbe fare la dama di carità»
E Omé ridendo: «Ah sì, ti vedo bene a bere il tè e giocare a bridge insieme a Beppeperditempo»
«No, no, a rubamazzetto con la Marchesa de Sade, così spettegoliamo e parliamo male di Barbara Palombelli. Ho scoperto che anche lei non la sopporta»
«Ah beh»
Ecco cosa vorrei ricominciare a fare...
Beh, non ero proprio a questo livello.
Magnifico!
E ai maschi che mi fanno arrabbiare, questo:
Memorabile fu la battuta di mia zia Ines che, quando suo figlio per telefono le chiese come stavo, rispose: «È andata a fare sumo».
Oggi è una di quelle giornate in cui avrei tanto bisogno di una carezza...

Ri-amarcord
Sentite che cosa ho trovato qui:
Si tratta di una canzone davvero imbarazzante (ottenuta da DJ Tonka campionando «Two of Hearts» di Stacey Q del 1986 con qualcos'altro, mi pare risalente al 1992) che ascoltavo ogni mattina del marzo 1998 durante il mio ultimo mese di Erasmus ad Heidelberg e che credevo ormai - fortunatamente - persa per sempre.
A quei tempi ero alla fine del mio semestre in Germania, dove mi era assai sollazzata (riducendomi a un appendino a furia di marce forzate per la Hauptstrasse a passo dell'oca e di pasti saltati - ah, bei tempi). A marzo non c'erano più lezioni, rimaneva soltanto da preparare una relazione sulla scuola in Sudtirolo, che mi sarebbe poi stata riconosciuta come esame di lingua tedesca al mio ritorno in Italia.
Dunque mi risvegliavo verso le 11 - dopo una sana serata alcolica durata almeno fino alle 2 - nella mia stanzettina tedesca (con il riscaldamento acceso al massimo 24 ore su 24), mi stiracchiavo pigramente, salutavo le foto di Oliver Bierhoff, accendevo la radio immancabilmente sintonizzata su Radio Sunshine Live («Wir sind unter euch» - «Siamo tra voi», più che uno slogan, una minaccia terroristica da non sottovalutare) e dopo qualche indecisione mi alzavo canterellando «Pappappaaa pappappaa pappapappa pappappappappaaa...», andavo a farmi una doccia con il baby-bagnoschiuma Penaten, mi vestivo (jeans, anfibi e camicia di flanella a quadri grunge - credete forse che ci si potesse vestire altrimenti in Germania?), bevevo una tazza di tè Scottish Breakfast
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e uscivo dallo studentato per prendere il bus.
Dopo avere trascorso qualche ora in biblioteca scrivendo la tesina sulla scuola in Sudtirolo, ma più che altro facendomi una cultura sull'Almanacco di Gotha e cazzeggiando su Internet, mi incontravo con le mie amiche passerone (Ale, Giulia, Katia, Linda, Mariesche, Marzia).
Naturalmente la giornata non mancava di includere una puntata da Jogi, compagno di studi originario di Tubinga estremamente paziente ed educatissimo, al punto da essere perennemente preso per il culo dal mio vicino di stanza Bernd per il suo uso del condizionale (lo considerava certo un uomo-zerbino). Il ragazzo, con la scusa di prepararsi insieme per la tesina, mi aveva in un certo qual modo sedotta.
Pur detestando il cioccolato, Jogi aveva persino rubato al suo coinquilino Alex un intero vaso di Nutella perché bramavo qualsiasi cosa contenesse Theobroma cacao, arrivando addirittura a farsi imboccare di nocciolosa crema spalmabile. E io sogghignavo con una punta di malcelato sadismo di fronte alla sua faccia schifata.
La giornata si concludeva quindi in un locale o a qualche festa, a suon di musica, ballo e alcol.
Forse riterrete vergognoso che per un mese me la sia spassata così, ma questa spensieratezza l'ho pagata con gli interessi soltanto qualche mese dopo, tranquilli.
Idioletti
No, non si tratta di dialetti idioti (oddio, sembra una gag dei Monty Python).
Il blog è anche uno strumento utile per riprendere contatto con persone che non si sentono da parecchio tempo.
La veneta Aubretia e io abbiamo vissuto insieme per circa 3 anni ai tempi dell'università. Oltre a celebrare i genetliaci a un giorno di distanza, ricordo che nella casa si era venuta a creare una specie di dialetto veneto, ecchepperò non era proprio veneto ma che «ghe somejava bastansétta», ispirato ad Angelo Rampon (che qualche anno fa mi ha lasciato un messaggio di saluto sul blog), ai Bélumat, agli amici di Aubretia, a tutti i veneti che frequentavano la nostra facoltà, al mio folle amore di San Donà di Piave (il Dottor T. - che è Pesci, non Acquario) e ai miei flirt Denis ed Emilio, all'Avvocato Pasqualin (il procuratore di Oliver Bierhoff).
Naturalmente non potevano mancare le influenze triesticole.
C'erano espressioni come «costare un desprisio» (ecco, significa «disgrazia» - ho trovato un autorevole riferimento: http://www.campagnari.org/campagnari/vocaboli-d.php), «far ridere i priotti» (i sassi) e tanti modi di dire riferiti ai paesi più fini e sofisticati del Vicentino, ovvero Stroppari, Tezze sul Brenta e Cartigliano.
Uno dei personaggi più celebri della casa (ridenominata La casa del miele a causa dell'enorme quantità di vasetti presenti negli armadietti della cucina) era «la fidansata del Gilberto», una ragazza non proprio avvenente e parecchio goffa che veniva imitata in modo spassoso da Aubretia.
Mi ricordo che avevamo inventato (parlo del 1996/97) una specie di Grande Fratello ante litteram: fingevamo che in cucina ci fosse una telecamera che ci spiava e organizzavamo quindi degli spettacolini per intrattenere gli spettatori. Io facevo spesso degli spot di shampoo e mi gloriavo di un'inesistente somiglianza con Claudia Koll.
Spesso telefonavo a numeri di Udine a caso, sperando di trovare Oliver Bierhoff: sarebbe bastato consultare l'elenco e l'avrei trovato!
Una sera avevamo cucinato un orrendo dolce che avevamo battezzato Sansòn, fatto di tutto (e dico TUTTO) quello che c'era in dispensa. Il mattone era poi stato chiuso in un vasetto di vetro decorato da una meravigliosa e coloratissima etichetta, su cui erano stati disegnati Claudio Pasqualin e Oliver Bierhoff che glorificavano le proprietà benefiche, tipo Viagra per intenderci, del dolce.
Oddio, che cretina, sto ridendo fino alle lacrime da sola.
The Ingegnerissimo strikes back... again.
Che volgarità, l'Ingegnerissimo ha uno spazio dedicato ai suoi discorsi e pirlate varie sul sito aziendale.
È più elegante Rocco Siffredi.
